Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra  
Macedonio Melloni e le ricerche sulla radiazione invisibile
Macedonio Melloni, nato a Parma nel 1798, diede un contributo di rilievo agli studi sperimentali sull'elettromagnetismo. Studiò a Parigi e nel 1824, tornato a Parma, fu nominato professore di fisica teorico-pratica della nostra Università. Tre anni più tardi assunse la direzione del gabinetto fisico. Condusse numerosi esperimenti sulla radiazione infrarossa, sfruttando l'effetto termoelettrico.    La illustrazioni mostra il suo banco ottico, conservato nel nostro dipartimento.

Le sorgenti, in mancanza dei moderni laser, erano costituite da fonti di calore (fiamme) e i rivelatori, dopo un cammino guidato sul banco, da giunzioni bimetalliche (le nostre termocoppie).
Melloni non faceva mistero delle sue idee liberali e, per aver lodato gli studenti parigini che parteciparono alla rivoluzione del 1830, perse la cattedra e dovette fuggire da Parma.
La sua carriera successiva si svolse in Francia, e poi a Napoli, dove terminò quando anche Ferdinando Borbone lo destituì a causa delle sue idee politiche manifeste.
Melloni fu membro di diverse tra le principali Accademie Scientifiche dell'epoca. Intrattenne rapporti epistolari strettissimi con i maggiori fisici della sua epoca, a cominciare da Michael Faraday che, nel 1835, gli fece conferire la prestigiosa medaglia Rumford. Quando Faraday divenne Direttore della Royal Institution il primo relatore da lui invitato a tenere una lezione pubblica fu proprio Macedonio Melloni.