Relazione dell'ufficio S&T dell'Ambasciata d'Italia in Cina su ICETCM-2005

Dal 25 al 27 settembre 2005 si e` tenuta a Chengdu (Sichuan) la seconda Conferenza Internazionale sulla Modernizzazione della Medicina Tradizionale Cinese.
La conferenza, seguita da oltre 3000 persone, ha avuto otto sezioni in parallelo, ed e` stata accompagnata da una esposizione dove erano presenti ditte cinesi e straniere.  Min. Agricoltura, Accademia delle Scienze e Accademia di Ingegneria. Hanno aperto i lavori il Ministro della S&T Xu Guanghua e il Governatore della Provincia del Sichuan.  Per maggiori dettagli si puo` vedere la loro pagina web http://www.icetcm.com/en/index.aspx
Oltre che le istituzioni citate, fra gli sponsors erano molte ditte farmaceutiche, ed e` da notare anche un contributo sostanzioso (ci e` stato detto un milione di Euro) da parte del nostro Minitero della Salute.
La conferenza era motivata dalla necessita` di introdurre nella produzione di medicinali derivati dalla tradizione cinese le moderne tecniche che garantiscano sicurezza al consumatore e di conseguenza anche la possibilita` di esportare i prodotti delle ditte cinesi nei Paesi industrializzati, in particolare alla luce delle recenti regolamentazioni introdotte dalla Comunita` Europea.
Per questo la partecipazione di rappresentanti stranieri era volta soprattutto ad offrire alle ditte cinesi i servizi ed il know-how necessari per l'accesso ai nostri mercati, in particolare con la formazione di joint ventures.
Oltre alla sempre attiva presenza degli Stati Uniti, che si presentavano sotto forma di associazione ad hoc delle ditte farmaceutiche americane e anche con la presenza della FDA, era notevole la presenza della Danimarca, con una delegazione di 12 persone e l'organizzazione di una sessione specifica, volta a stabilire una partnership per l'accesso al mercato europeo. Olanda, Germania, Canada, Gran Bretagna (che anche ha organizzato una sessione ad hoc), Giappone etc erano presenti con rappresentanti istituzionali ed industriali. Sono stati presentati diversi lavori scientifici in collaborazione fra ricercatori di questi Paesi e cinesi.
Erano presenti alcuni medici italiani: il Dr. Giuseppe Pimpinella dell'AIFA (Agenzia del Farmaco), il Prof. Emilio Minelli (Univ. Milano), il Dr. Aldo Liguori (Istituto Paracelso), il Dr. Alvaro Vaccarella (cardiologo, Fondazione Italia-Cina), il Dr. Carlo Bagliani (USL4 di Torino). Erano presenti anche la Dr.a Paola Agnelli, il Prof. Roberto Coisson (ufficio S&T dell'Ambasciata), e la Dr.a Adriana Bezzi (Associazione Medica Italo-Cinese, giornalista  scientifica del Corriere della Sera).

Non erano presenti rappresentanti del Ministero della Salute, che pure era fra i maggiori sponsors, e soprattutto erano assenti le ditte farmaceutiche italiane, che avrebbero potuto cogliere una ottima occasione di promozione.
Possiamo dire che il notevole contributo finanziario del nostro Ministero della Salute non ha avuto il ritorno che avrebbe potuto avere.
Del resto notiamo a questo punto che anche un'altra importante iniziativa in questo settore, siglata con un Memorandum d'Intesa fra il nostro Min. Salute e il MOST (Min. of S&T cinese) si trova in situazione di stallo: il Laboratorio Congiunto per gli studi sulle piante medicinali cinesi, alla quale parteciperebbero laboratori universitari e aziende italiane, e l'Accademia di Medicina Tradizionale cinese (CATCM) e alcune aziende cinesi.
Si pone quindi il problema di recuperare il tempo perduto e non disperdere le iniziative che erano state previste.
Per questo l'Ufficio S&T di questa Ambasciata si e` attivato su alcune linee:
- raccogliere e trasmettere informazioni su prossime esposizioni e/o conferenze sulla MTC (ce ne sono spesso) per promuovere una partecipazione italiana, accademica e industriale. Ce ne sara` gia` una in novembre: vedi http://www.bjcmforum.org
- chiedere supporto ad aziende farmaceutiche italiane (in particolare quelle interessate al Laboratorio Congiunto) per permettere qualche scambio di stages di ricercatori e di graduate students che possa avviare le collaborazioni sull'analisi degli estratti delle piante medicinali e la loro sperimentazione clinica, in particolare presso le Univerita` di Firenze (Prof. Vincieri) e di Milano (Proff. Paoletti e Minelli), e presso i loro stessi laboratori. Sarebbe una brutta figura per l'Italia non dare seguito agli impegni presi in forma ufficiale.
Si fa presente anche che l'Universita` di Medicina Tradizionale del Sichuan sembra essere una delle piu` vecchie e migliori della Cina nel suo genere, e potrebbe essere utile considerare anche questa Istituzione fra quelle che possono contribuire alle collaborazioni scientifiche e alla promozione degli accordi produttivi, tenendo anche conto della notevole concentrazione di industrie farmaceutiche nei due Parchi Tecnologici di Chengdu. Nelle visite sia all'Universita` che alle aziende, e` stata mostrata apertura e interesse a contatti e scambi scientifici e tecnologici e joint ventures con l'Italia.

E` da notare infine che una delle conclusioni della Conferenza e` stata la proposta di un meccanismo di coordinamento internazionale delle collaborazioni scientifiche e tecnologiche sulla medicina tradizionale (sotto forma di agenzia dell'OMS e con dei centri nazionali di raccolta di dati). E` opportuno che l'Italia non sia assente da questa organizzazione.

10/10/2005
R. Coïsson
uffscien@public3.bta.net.cn