Missione dell'ufficio S&T a Guangzhou (Guangdong) e a Yingtan (Jiangxi), 24-30 aprile 2005.

Glincontri sono stati:
1) partecipazione al primo giorno del seminario dell'UNIDO sulle turbine Kobold per la produzione di energia dalle correnti marine, Luofushan (Guangdong), oggetto di un progetto della Soc. Ponte di Archimede.
2) Facolta`di Ingegneria dell'Universita`di Guangzhou, a proposito della loro collaborazione interrotta con alcune Universita` italiane in campo didattico e di ricerca su veicoli elettrici.
3) Centro per il Patrimonio Culturale della Cina del Sud, presso la Facolta` di Antropologia della Universita`Sun Yat-sen, a proposito della loro proposta di un coinvolgimento italiano in una collaborazione con Francia e UNESCO.
4) Facolta`di Medicina della Univ. Sun Yat-sen, per discutere sulle prospettive di collaborazione con l'Univ. di Roma 1, che ha offerto una borsa di studio (non ancora ufficialmente confermata).
5) Incontro per scambio di idee al Consolato d'Italia (Console Arpea e Dr. Scio`scioli), e informazioni su altre collaborazioni e coordinamento con questo Ufficio.
6) Visita alle tombe rupestri di Longhushan (contea di Yingtan, prov. Jiangxi, V sec. a.C.), insieme a delegazione dell'Accademia delle Scienze e Univ. di Pechino, su richiesta dell'Accademia che chiede la collaborazione di archeologi italiani per risolvere i numerosi problemi connessi con queste recenti scoperte.

Per ciascuno dei quattro argomenti discussi con le controparti cinesi, e` stato mandato un messaggio a parti interessate in Italia dando informazioni sul possibile avvio o ripresa delle collaborazioni. E' gia`stata ricevuta una risposta positiva.
Aggiungo qui alcune considerazioni generali.

A) Quello di cui da parte italiana non ci si rende ancora conto e`che mentre prima nelle collaborazioni veniva richiesta alla parte italiana una parte importante della copertura delle spese, negli ultimi anni se da un lato scarseggiano le risorse per la ricerca in Italia, queste sono aumentate in Cina, per cui quello che viene chiesto ora e`soprattutto un impegno umano, le nostre risorse intellettuali.
Da parte della Facolta`di Ingegneria di Guangzhou per esempio ci e`stato detto che per docenti italiani che volessero venire a presso la loro universita`anche per periodi lunghi (un anno o piu`), coprirebbero tutte le spese locali.
Ho gia` fatto notare in passato un esempio di laboratorio da 5 milioni di Euro finanziato totalmente da parte cinese, con direzione scientifica di un professore italiano.

B) Inoltre e`anche da considerare per gli scienziati italiani l'opportunita`di venire a fare esperimenti in Cina, in centri di avanguardia, bene attrezzati e spesso con scarse risorse umane locali, e di inviare studenti a fare tesi di laurea magistrale o di dottorato in Cina. Interesse a mandare studenti in tesi e`gia`stato espresso dall'Universita`di Firenze e dallo IULM.

C) Da notare il particolare interesse per l'Italia nel campo della conservazione e analisi dei Beni Culturali: richieste ci sono pervenute da parte cinese senza sollecitazione da parte nostra: per loro in questo campo l'Italia e` la prima scelta. Anche in questo ci e`stata espressa la disponibilita` alla copertura delle spese in Cina da parte dell'Accademia delle Scienze e delle autorita` locali.

D) Un argomento sul quale continuiamo a ricevere lamentele soprattutto da parte italiana e` quello delle pratiche per i visti: nei miei contatti con Universita`e centri di ricerca italiani a proposito di collaborazioni interrotte e`stato citato spesso il problema della complicazione e incertezza per l'ottenimento dei visti per i borsisti cinesi invitati a stages in Italia, per professori invitati a conferenze etc. C'e`a questo proposito un diffuso scetticismo sia da parte italiana che cinese, e so gia`di diversi casi di studenti che, invitati in Italia per uno stage, hanno poi ripiegato su un altro Paese. Permane anche da parte degli interessati cinesi l'opinione che ottenere il visto in Italia e`una cosa macchinosa e incerta, e questo e`per noi un problema di immagine che dobbiamo superare.