Resoconto su un convegno su nuove tecnologie per la qualita` degli alimenti, Pechino 22-23 novembre 2006

Inaugurato alla presenza del Ministro italiano delle Politiche Agricole e Forestali Paolo De Castro, si e` svolto a Pechino il 22 e 23 novembre un simposio su "nuove tecnologie per la qualita` degli alimenti" nella sede della Accademia di Scienze Agricole (CAAS).

In questa occasione e` stato anche firmato un accordo di collaborazione fra il CRA (Comitato per la Ricerca in Agricoltura italiano) e la CAAS.

Nel suo discorso introduttivo il Ministro De Castro ha indicato tre grandi aree per la collaborazione scientifica in campo agricolo: la qualita` dei processi e prodotti agroalimentari, la genetica e biotecnologie, e i problemi ambientali legati all'agricoltura, e ci e` sembrato che da parte dei dirigenti della CAAS ci sia stata una piena concordanza di idee sui temi e forme di collaborazione.

Dopo il pranzo (a cui anche il Ministro ha partecipato) e` iniziata la parte scientifica, con la presentazione dei vari istituti rappresentati. Il giorno dopo sono state illustrate specifiche ricerche di gruppi di ambo le parti, e infine nel pomeriggio la discussione e` stata sulla formazione di un primo elenco di suggerimenti di progetti, da concordare poi con altri partners.

La maggior parte della rappresentanza del mondo scientifico agroalimentare dei due Paesi era costituita da esperti del CNR e della CAAS, ma i partecipanti si sono mostrati molto aperti alla partecipazione di altri enti dei due Paesi.

Di fatto inizialmente questo incontro era inteso come collegato all'attivita` in corso fra il Dipartimento Agroalimentare del CNR (Dr. Cannata) e la municipalita` di Zoucheng (Shandong) per la realizzazione del laboratorio congiunto sulle analisi degli alimenti (in particolare micotossine); in seguito il discorso si e` esteso come forum di discussione di progetti di ricerca comuni in campo agroalimentare.

La ricerca in campo agricolo, forestale e zootecnico e` svolta in Cina da numerosi enti:

- la CAAS e` il principale, collegato al Ministero dell'Agricoltura, ed e` composto da 39 istituti in varie parti della Cina. Oltre ad attivita` di ricerca e sperimentazione, ha anche - come del resto le altre accademie scientifiche - funzioni di didattica avanzata: svolge corsi di Master e Dottorato. Fra l'altro e` in corso un Dottorato congiunto fra la CAAS, l'Universita` del Guangxi e una del Qinghai con le universita` di Pisa (coordinatore), Torino e Parma.

Come gran parte delle istituzioni di ricerca e insegnamento cinesi, il livello scientifico degli istituti della CAAS e` vario: accanto a punte di eccellenza - in particolare nel campo delle biotecnologie applicate - si hanno centri dove si svolge una attivita` empirica vecchia maniera. Oltre alle attivita` propriamente di ricerca e didattica, la CAAS, insieme alle Accademie provinciali, svolge attivita` di divulgazione e servizi di "extension".

- l'Accademia delle Scienze (CAS), che copre soprattutto le scienze fondamentali, ha degi ottimi centri e laboratori di biologia, genetica, microbiologia a livello internazionale, che hanno fatto importanti ricerche. Ben noti sono gli studi (anche con Universita` e istituti CAAS) sulla genomica del riso.

- l'Accademia di Scienze Forestali (CAF), collegata con la State Forestry Administration (quindi non col Min. Agricoltura)

- l'Accademia di Scienze Ittiche (Fisheries Academy, CFA) (queste due molto piu` piccole della CAAS).

- le Universita` di Agricoltura, presenti in ciascuna delle province. A Pechino c'e` poi la China Agricultural University, piuttosto attiva nel campo della ricerca agricola e zootecnica.

Si fa notare che il Ministero dell'Agricoltura ha qui competenza anche sulla Medicina Veterinaria (ma non sulle foreste).

In Italia, gli enti che hanno avuto contatti e collaborazioni con la Cina sono, oltre al CNR (che ha un accordo che scade quest'anno), l'IAO (Ist. Agronomico d'Oltremare, a Firenze, che dipende dal MAE), varie Universita` (fra cui Torino, Milano, Pisa etc), gli Istituti Zootecnici Sperimentali (del Ministero della Salute, che hanno offerto recentemente 20 borse), e ora anche il CRA, che in qualche modo e` l'ente italiano corrispondente alla CAAS). Il contatto fra CRA e CAAS e` stato promosso quest'anno dall'Ufficio S&T di questa Ambasciata.

L'interesse italiano alle collaborazioni tecnico-scientifiche con la Cina in campo agroalimentare e` duplice:

Da un lato, nel settore genomico e molecolare dello studio dei vegetali e microorganismi, alcuni centri della CAAS e della CAS sono dinamici, con contatti internazionali e notevoli attrezzature, ma hanno bisogno di formazione dei loro giovani e quindi invitano ricercatori stanieri a fare esperimenti nei loro laboratori, e da parte dei nostri scienziati questo e` interessante in quanto possono svolgere ricerche con molto personale e strumentazione a disposizione, che spesso a casa loro non possono portare avanti per carenza di attrezzature, fondi e regolamentazioni restrittive (OGM etc...).

D'altro lato c'e` la sterminata e arretrata campagna cinese, dove la cooperazione ha piu` un aspetto di aiuto allo sviluppo, ma che costituisce potenzialmente un grande mercato per le nostre tecnologie. In questi ultimi anni la modernizzazione del settore e` diventata una delle priorita` del governo, e nei nostri incontri in numerose province ci e` stato mostrato grande interesse per le tecnologie italiane in particolare per quanto riguarda la qualita` degli alimenti, ma anche per gli aspetti gestionali in quanto sanno che la notra struttura economica del settore e` composta di piccole e medie aziende e puo` costituire un modello per loro. Altri Paesi, in particolare Australia, Nuova Zelanda, USA, Olanda, Germania, Danimarca etc, sono molto attivi e presenti nelle campagne, non solo a vendere prodotti (anche con reti di distribuzione e supermercati), ma con programmi di cooperazione a promuovere le loro tecnologie. In alcuni casi si e` verificato che altri Paesi hanno venduto loro tecnologie e attrezzature di origine italiana. Ci sembra quindi miope un atteggiamento di rifiuto al trasferimento tecnologico per paura della concorrenza.