Il nostro lavoro più in dettaglio

Home

Moto di Elettroni nei Gas in Campo Elettrico: Simulazioni Monte Carlo di Esperimenti alla Huxley-Townsend

Laureando : Stefano Pasquali                  Relatori : Chiar.mo Prof. Gianlorenzo Braglia,
                                                                           Chiar.mo Prof. Giuseppe Mambriani
Calcolo delle Sezioni d’Urto
Approccio al problema dell’Idrogeno
Confronti con Teoria ed Esperimenti
Simulazioni Monte Carlo
Ottimizzazione dei Codici
Confronti tra MC-Teoria, MC-esperimenti
Confronti tra diversi Monte Carlo

Introduzione

Da quasi trent'anni in letteratura esiste un problema di grande interesse noto come ''problema dell'H2'' al quale non è ancora stata data una risposta soddisfacente. Si tratta della discrepanza tra le sezioni d'urto vibrazionali teoriche e quelle sperimentali ottenute con tecniche ritenute comunemente molto accurate. Il caso e--H2 è il più semplice sistema di scattering elettrone-molecola ed ha pertanto ricevuto considerevole attenzione sia dal punto di vista teorico che sperimentale. Esiste un soddisfacente accordo tra le sezioni d'urto per trasferimento di momento e rotazionali dedotte con la tecnica degli ''swarms'' e le predizioni teoriche.Al contrario, esiste un significativo disaccordo riguardo alle sezioni d'urto vibrazionali (discrepanza non presente, invece, con esperimenti con ''beams'' elettronici).
 

In questo lavoro di tesi viene :

1.    discussa tutta la teoria del trasporto per puntualizzare la validità di alcune approssimazioni introdotte nella tecnica di inferimento delle sezioni d'urto da esperimenti alla Townsend-Huxley :

-Sviluppo a due termini della funzione di distribuzione eletronica dell'equazione di Boltzmann.
-Attendibilità del modello a sfere rigide per la trattazione dello scattering.
-Ipotesi sull'isotropia dello scatering.

Facendo poi ricorso a simulazioni Montecarlo :

2.    viene ridiscussa tutta la trattazione Montecarlo precedentemente sviluppata, che aveva posto molte perplessità sulla tecnica degli sciami, con codici modernizzati o totalmente riscritti, dove viene discussa, dal punto di vista teorico e computazionale, l'iniettività delle simulazioni con la realtà fisica; vengono eseguiti test esaustivi sui processi numerici e sulle approssimazioni introdotte.

3.    si ripercorre, inoltre, tutta le vecchia serie di simulazioni con statistiche molto più elevate per vedere l'eventuale dipendenza dei risultati da ''bachi'' del Montecarlo stesso. Peraltro i confronti dei nuovi dati MC con dati teorici e sperimentali (coefficienti del trasporto, velocità di deriva e rapporti di corrente) risultano confermare le osservazioni precedenti.

4.    Fugato ogni dubbio sull'attendibilità degli algoritmi usati (3), siamo passati a ''gas modelli''. Si è potuto in questo modo confrontare diverse simulazioni per investigare, da un punto di vista qualitativo, sulle possibili ragioni di tali discrepanze. In particolare si ritiene che il problema stia nelle condizioni e ipotesi poste nella di teoria del trasporto utilizzata, nell'esperimento Townsend-Huxley, per inferire le sezioni d'urto.

Fra i tanti confronti eseguiti uno in particolare risulta estremamente interessante. Con un nuovo codice, si è infatti riusciti a costruire una sezione d'urto differenziale (di prova) che permettesse di trattare lo scattering e--H2 come anisotropo con diverse distribuzioni del cosc (dove cosc è l'angolo di scattering). La discrepanza tra il caso isotropo (ipotizzato nella tecnica degli sciami) ed il caso anisotropo è, nel suo massimo, di circa il 3 % sui rapporti di corrente e del 4,5 % su DT /m   in gas modello, e dipendente dal range di energie considerate. Questo riteniamo sia il primo concreto indizio sulla non accuratezza di una delle fondamentali ipotesi poste sul sistema fisico (isotropia dello scattering). Infatti l'attesa entità della discrepanza, tale da permettere la soluzione del ''problema dell'idrogeno'', è di circa 7-8 % su DT /m in gas reale. Come secondo risultato della mole di lavoro svolta dal punto di vista computazionale, riteniamo di avere ormai a disposizione un codice Montecarlo, rigoroso e con statistiche elevate, applicabile anche a problemi di scattering differenti da quello simulato. Una realistica applicazione emersa, ad esempio, riguarda l'ottimizzazione di tecniche radioterapiche per l'eliminazione selettiva di cellule tumorali.

 

Teoria del Trasporto di elettroni in gas


Teoria Convenzionale
    -Il numero di elettroni rispetto al numero di molecole di gas sia trascurabile.
    -Gli urti elettrone-elettrone abbiano effetti trascurabili, si linearizza cioè il problema della diffusione.
 
Definizione di sciame (swarm)
    -Gli elettroni collidono con le molecole con urti binari (il gas è diluito)
    -Le particelle che costituiscono il gas sono distribuite in modo casuale nello spazio delle fasi
    (assenza di correlazioni, Caos Molecolare).

Equazione di Boltzmann

Ipotesi 1 : Approssimazione a due termini

Ipotesi 2 : Assenza di correlazione tra r e v

Integrale e Frequenza di Collisione

Equazioni del Trasporto per f ed n

Parametri del Trasporto

Limiti e superamento della teoria convenzionale

    -Per la teoria convenzionale DL = DT = D (Diffusione Isotropa)
    -(1967) si scopre sperimentalmente che la diffusione è anisotropa
 
Le Simulazioni Monte Carlo confermano l’approccio ed i limiti della teoria convenzionale

 

Esiste una correlazione Posizione-Velocità

La Distribuzione descritta dall'equazione di Boltzmann coincide solo asintoticamente con
quella generata dal Monte Carlo per t sufficientemente elevati.

      Equazione                  Monte
      Continuità                  Carlo

La Determinazione delle Sezioni d'Urto

  1. Determinazione Teorica da Principi Primi.
  2. Metodi Sperimentali

Esperimenti alla Huxley-Townsend

Descrizione dell'apparato sperimentale

Gli elettroni, rilasciati per effetto fotoelettrico dalla piastra metallica F derivano e diffondono verso l'anodo A, in un campo elettrico mantenuto uniforme nell'ambiente cilindrico dagli elettrodi di guardia G1,....,G5. Il catodo C contiene un foro centrale di raggio a che costituisce la sorgente vera e propria di elettroni. Si suppone che le condizioni iniziali al catodo siano ben definite, cioè :
 
1.    Gli elettroni entrano nel volume di diffusione con una distribuzione in velocità già stazionaria, che è la medesima che si ha fra C ed A.
2.    La distribuzione di densità n alla sorgente è nota e la si può assumere nulla (n=0) sul catodo per tutti gli r > a.
 
Osserviamo che la condizione -1- può essere soddisfatta se si permette alla nuvola elettronica di derivare per una distanza adeguata, prima di arrivare al catodo, inoltre per quanto riguarda la sorgente, essendo di dimensioni finite (a ~ qualche mm), è consuetudine assumere che la densità di elettroni sia costante dappertutto nell'apertura. L'anodo è costituito da due elettrodi concentrici: uno interno di raggio b e l'altro di raggio c.
 
L'esperimento di Huxley-Townsend consiste nel misurare le correnti ib e ic ottenute per un dato valore di agli elettrodi dell'anodo in modo da poter calcolare il rapporto

Da questa misura si ricava poi DT attraverso relazioni appropriate che presenteremo tra poco, conoscendo W (determinato a priori) ed E (campo elettrico applicato). Sono stati elaborati numerosi procedimenti analitici per ricavare la relazione R = R(DT). Presentiamo ora brevemente quelli principali ai quali faremo riferimento.
 

1.    Impostazione alla Townsend

2.    Impostazione alla Huxley

3.    Impostazione alla Lowke

 

Metodo per la Determinazione delle Sezioni d’Urto

 Infer.jpg (44417 byte)

1) Misura parametri del trasporto

2a),2b) Costruzione sezioni d’urto "ad hoc"

3) Calcolo dei coefficienti del trasporto da eq. di Boltzmann definita

4) Confronto dei due sets di coefficienti e "tuning" delle sezioni d’urto fino a che non si ha un "matching"

 

Problema dell’unicità delle sezioni d’urto (Incertezza > 10 %)

 

Metodo Monte Carlo

 
Funzione di densità di probabilità (Probability Density Function: PDF).
 
Generatore di numeri PseudoCasuali (nella versione base genera numeri uniformemente
            distribuiti in [0,1]).
 
Regole per il campionamento, con i numeri random, della PDF.
 
Stima dell’errore in funzione del numero di estrazioni.
 
Metodi per la riduzione della fluttuazione statistica

 

Artifizi Monte Carlo

Tecnica dell’evento nullo

Schema del volo e della tecnica di estrazione della frequenza di collisione (Q )

Distribuzione subito prima dell’urto
Definizione delle sorgent

 

Tests sui generatori di casuali

(Determinazione del "Miglior Seme" (M0) per l'estrazione dei casuali)

Spectral test relativo a 106 estrazioni con Seme >> M0 (<< M0)

Spectral test relativo a 107 estrazioni con Seme @ M0.

 

Simulazioni Eseguite e Relativi Confronti

1. Raffinamento delle "Misure Monte Carlo" già esistenti in gas reale (H2)

Rh2o.jpg (63777 byte)

Rapporti di Corrente in Idrogeno Normale. E/N = 15,17 Td ; T=77°K. Lunghezza della Camera 10 cm. Diametro Sorgente 1 mm

Alla luce di tutti questi nuovi risultati, atti a controllare quelli precedentemente ottenuti con altri codici e statistiche più basse nonchè con calcolatori meno potenti, si può affermare che:

-L'esperimento di Huxley-Townsend sembra risultare autoconsistente; le approssimazioni che intervengono nella sua descrizione teorico-matematica non incidono in modo rilevante in quanto la simulazione dà, entro i limiti dell'errore, i valori sperimentali.

-La discrepanza rilevata nei valori delle sezioni d'urto vibrazionali dell'idrogeno non è legata alla mancanza di accuratezza dei risultati relativi a detto esperimento (DT /m) nel range di campo elettrico e nelle condizioni sperimentali di interesse.

A conferma di quanto asserito pocanzi aggiungiamo infine che il valore sperimentale di DT /m (cioè ricavato da R tramite le formule teoriche) è stato anche da noi ottenuto con una precisione inferiore all'1 % (consistentemente quindi con l'errore sperimentale), mediante una simulazione diretta dei parametri del trasporto in gas infinito (cioè in assenza di pareti assorbenti).

2. Ricerca di eventuali discrepanze tra simulazioni che trascurino o meno l'effetto del rinculo nell'urto (In Gas Modello). In questo casi si è notato che la differenza percentuale sui valori di R, per i valori di E/N a cui siamo interessati, sono circa lo 0,18 %. In conclusione la discrepanza nel rapporto di corrente R tra Monte Carlo e dati sperimentali non è attribuibile ad eventuali approssimazioni poste che trascurino il rinculo.  

3. Confronto simulazioni con scattering isotropo ed anisotropo (in Gas Modello H2). In questo tipo di simulazioni abbiamo concentrato le nostre attenzioni sul gas modello ''Simil H2''. Si sono effettuate simulazioni in funzione dei Sets di dati sperimentali ed in funzione del tipo di scattering utilizzato. Si è potuto così investigare sul peso delle diverse approssimazioni sullo scattering (isotropo, anisotropo 90°, anisotropo 180°) e vedere quindi di avallare o meno la terza ipotesi posta dall'analisi teorica dei dati dell'esperimento di Huxley-Townsend. Per ogni tipo di simulazioni, identificata dalle condizioni sperimentali e dal tipo di scattering, si sono calcolati 17 valori di R la cui media è stata utilizzata per i confronti secondo il diagramma operativo esposto alla fine del quinto capitolo. Dai tests fatti sul Monte Carlo si sono stabiliti ulteriori parametri della simulazione per assicurare un'elevata statistica e le fluttuazioni più basse possibili. La relative caratteristiche di ogni singola simulazione (delle 255 totali) sono le seguenti :

-Il seme del generatore di casuali scelto secondo le indicazioni precenti.

-Il numero totale di eventi (nulli e reali) @ 1012. Stabilito in base alla costante della simulazione life.

-Il numero totale di urti nulli @ 1011. Dipendente dalla costante della simulazione epsgam che stabilisce, degli urti totali, quanti urti sono nulli.

-Affinchè la nube elettronica si possa considerare in uno stato quasi-stazionario (condizione assolutamente necessaria), il bilanciamento B energetico (rapporto tra energia fornita dal campo e energia persa nei vari urti) deve risultare 1 (in tutte le simulazioni da noi svolte (1-B) < 10-9).

Da una prima analisi dei valori di R simulati, emergono due caratteristiche predominanti che hanno un riscontro fisico:

 
R anisotropo a 90 gradi risulta più basso di quello isotropo in quanto gli elettroni diffondono di più e di conseguenza vengono maggiormente assorbiti dall'elettrodo esterno.
 
R anisotropo a 180° è più alto del relativo R isotropo dovuto al fatto che deflessioni a 90° sono molto poco probabili e di conseguenza gli elettroni non tendono ad abbandonare, per diffusione laterale, l'asse di simmetria cilindrica passante per il centro della sorgente, arrivando in maggior numero sull'elettrodo interno.

Per valutare l'importanza o meno dell'ipotesi di anisotropia, calcoliamo la variazione percentuale di R dal caso isotropo per tutti i tipi di simulazione eseguiti. Definiamo le seguenti quantità :

Una rappresentazione grafica dell'andamento di DR90 e DR180 in funzione di E/N è rappresentato nella figura seguente. Risultano evidenti le correzioni apportate al valore di R nei due differenti casi.Anche se si sta lavorando in gas modello, tale risultato è molto significativo in quanto per uno scattering anisotropo a 180° le correzioni vanno nella giusta direzione e fanno pensare che si possa così ottenere un buon accordo tra i dati sperimentali e le simulazioni Monte Carlo.

DR.jpg (48904 byte)

 

 

 
Pasquali Home Page MC simulation of a CdTe thin films growing process Motion of Electron in Ionized Gases Parma Physics Department