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Gianlorenzo Braglia
La vigilia di Natale del 1997 e' mancato il professore Gian Lorenzo
Braglia, docente di ruolo di Fisica atomica nell'Università degli Studi
di Parma e membro, per molti anni, del comitato internazionale di redazione del Nuovo
Cimento D.
Dinamismo e amore per la vita erano senza dubbio le prime impressioni che ogni persona
coglieva dall'incontro con il professore Gian Lorenzo Braglia; entusiasmo che ha riposto
nella ricerca scientifica e nel rapporto con i giovani, cercando di seguirli in ogni
passo, come professore ma anche come un genitore che sa i punti deboli dei propri figli.
Era nato nel 1937 a Reggio Emilia e si era laureato nel '62 nell'Ateneo Parmense, dove
aveva trascorso le tappe della sua carriera accademica da assistente volontario a
professore di ruolo. Aveva conseguito nel '72, la libera docenza in fisica del plasma ed
era stato era risultato fra i vincitori, nell'86, del concorso di professore di ruolo di
prima fascia in Struttura della Materia. Vicende diverse avevano portato il professor
Braglia a restare nel posto d'Associato a Parma.
Accanto ad un'ampia attività didattica assai apprezzata (aveva avuto la titolarità di
diversi insegnamenti, oltre che nel corso di laurea in Fisica,in altri corsi di laurea,
tra cui Matematica e Scienze e Tecnologie Alimentari) il professor Braglia aveva
sviluppato un intenso lavoro di ricerca su temi diversi di notevole rilevanza. Aveva
iniziato nel campo della Biofisica collaborando per alcuni anni con il professor Luca
Luigi Cavalli Sforza per passare poi ad occuparsi, autonomamente, di problematica relativa
alla fisica del plasma, che lo aveva portato ad essere uno dei ricercatori piu' apprezzati
in campo internazionale.
E' stato autore di oltre cento pubblicazioni tutte nelle più qualificate riviste
internazionali, che lo avevano reso molto conosciuto nella comunità scientifica nazionale
e internazionale.
Nonostante gli ultimi anni siano stati di sofferenza a causa della malattia, che lo aveva
colpito e che lo ha portato a prematura scomparsa, ha sempre mostrato una grandissima
forza, manifesta nel suo spirito sempre allegro e nella volontà di combattere tale
malattia con la ricerca.
Aveva infatti iniziato una proficua collaborazione scientifica con i colleghi della
Facoltà di Medicina per cercare soluzioni ad alcuni problemi inerenti la somministrazione
di cicli di chemioterapia.
L'amore per la ricerca e per l'Universita' del professor Braglia non e' certo andato
perduto con la sua scomparsa, ma e' stato trasmesso agli allievi ed al figlio Marcello,
Ricercatore nella Facolta' d'Ingegneria di Pisa, che coltiva con la stessa passione
ricerca e didattica.
(Testo redatto dalla Prof. Ida Ducci
Ortalli, Istituto di Scienze Fisiche)