Avviso Seminario  – Giovedì 15 aprile 2010

Aula Newton  –  Ore 16:30

 

 

Giuseppe Mambriani    e   Carlo Paracchini

 

Effetti gravitazionali non standard

 

Il peso di un corpo è costante?

 

 

            Continuando a misurare il peso di un corpo con una bilancia analitica (sensibilità 0.3 parti su 106) si sono notate delle variazioni che possono essere significative (misure di questo tipo non sono riportate in letteratura). In tre anni si è osservata una crescita di circa 100 parti su 106. Da un lato varie indagini sembrano portare all’esclusione di effetti strumentali e (o) ambientali; d’altro lato i dati sembrano mostrare delle correlazioni con alcune caratteristiche orbitali della Terra e di Giove.  Sembra così possibile attribuire le variazioni osservate ad effetti gravitazionali che, data la loro entità, non possono essere spiegati con le teorie standard della gravitazione. Queste ultime infatti prevedono variazioni del peso inferiori a 3 parti su 107 (effetti del potenziale di marea). 

            Una spiegazione gravitazionale delle variazioni di peso potrebbe essere ottenuta partendo da un’ipotesi di Brillouin e de Broglie (BdeB), che hanno proposto (nell’ambito della relatività ristretta) di incorporare l’energia d’interazione (opportunamente ripartita) nelle masse dei corpi interagenti. Partendo da questa ipotesi, si è sviluppato uno schema teorico e un modello del sistema solare in cui le masse cambiano, al variare delle distanze, in conseguenza dei mutamenti delle energie d’interazione incorporate nelle masse stesse. Un elemento chiave dello schema sviluppato è l’intensità dell’accoppiamento gravitazionale, che si assume essere molto più elevata di quella standard, come sembra emergere nel contesto dell’ipotesi BdeB. I risultati così ottenuti non sono in disaccordo con le variazioni osservate del peso.