FIRECAT - Il catalogo dei bolidi osservati in Italia
La versione elettronica 3.20 (31/8/2000)
Riccardo Balestrieri
Osservatorio Astronomico di Genova
1. Premessa
Una meteora di luminosità apparente pari o superiore a quella di Venere (mv –4) è, per definizione, un bolide. L'evento ha luogo quando un meteoroide di massa sufficiente entra in atmosfera. La luminosità può competere con quella della Luna e rendere il bolide visibile in pieno giorno: si tratta di eventi impressionanti che sconcertano anche l'astrofilo più scaltrito. Spesso tali fenomeni sono osservati per caso; le informazioni riportate devono sempre essere considerate con cautela: i dati più attendibili si ottengono quando un esperto interroga il testimone nello stesso luogo in cui è avvenuta l’osservazione, poco tempo dopo di essa.
Informazioni di carattere generale sui bolidi e sui dati da riportare in caso di osservazione sono reperibili nel sito della Sezione Meteore dell'Unione Astrofili Italiani:
http://www.uai.it/sez_met/index.htm
oppure in quello dell'International Meteor Organization:
http://www.imo.net/fireball/index.html.
È più recente la nascita del seguente sito, curato da Albino Carbognani e Luigi Foschini, cui si deve anche una monografia ricca di informazioni poco note (cfr. paragrafo 4):
http://www.fis.unipr.it/~albino/ITASN/itasn.html
2. Il Catalogo
La raccolta delle osservazioni di bolidi eseguite in Italia è iniziata nel 1976, nell'ambito del Servizio Comunicazioni Rapide dell'Unione Astrofili Italiani, curato da Balestrieri. La nascita della Sezione Meteore, nel 1980, ha favorito lo sviluppo di ricerche sistematiche anche con metodi fotografici e, di conseguenza, l'incremento del numero e della precisione dei dati raccolti.
A differenza della Sezione Meteore UAI e di organizzazioni quale l'IMO, orientate a raccogliere osservazioni tempestive per calcolare la traiettoria atmosferica del meteoroide e individuare la possibile zona di caduta di meteoriti, FIRECAT tende a privilegiare il passato: sin dai primi anni si è ricorsi a ricerche bibliografiche per raccogliere osservazioni antiche.
Dopo una iniziale raccolta di schede cartacee, grazie alla collaborazione di Flavio Fontanelli (Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova) si è passati ad una gestione elettronica delle informazioni. Nel 1983 è uscita la prima edizione del "Catalogo dei bolidi osservati in Italia" o, in breve, FIRECAT, da "fireballs catalogue". Nel 1984 e nel 1987 sono state distribuite ulteriori edizioni a chi opera in questo campo. L'attuale raccoglie 782 osservazioni di 641 oggetti rilevati fra il 1903 e il 1985 da 370 osservatori.
Il "Catalogo" è strutturato in modo da ridurre al minimo la perdita di informazioni rispetto alla fonte; si è infatti deciso di codificare anche dati più o meno soggettivi (quale il colore), in genere trascurati in questi lavori. Poiché è segnalata la fonte di ogni osservazione, se edita, il "Catalogo" ha costituito fin dall'inizio il più grande repertorio bibliografico di dati meteorici realizzato in Italia.
La terza edizione del "Catalogo" è stata diffusa in varie versioni cartacee; l'ultima consiste nel Contributo OAG n. 8 (22/10/1993).
3. La versione elettronica
Sulla base dei files forniti da Fontanelli, relativi alla terza edizione, Balestrieri ha realizzato in Microsoft® Excel 97 una cartella composta da vari fogli di lavoro:
a) titoli;
b) riassunto;
c) tab. I, "Revisioni" (caratteristiche delle varie edizioni e relative versioni);
d) tab. II, "Osservatori" (corrispondenza fra abbreviazioni utilizzate e nomi degli osservatori);
e) tab. III, "Siti" (coordinate geografiche dei vari siti);
f) tab. IV, "Fonti" (codici relativi alle pubblicazioni citate);
g) base dati "Eventi" (elenco cronologico di tutti i fenomeni registrati - il cuore del "Catalogo");
h) maschera di interrogazione di "Eventi" (per l’estrazione di dati da criteri definiti di volta in volta);
i) istogrammi che evidenziano alcuni effetti di selezione e caratteristiche dei bolidi;
j) base dati "Multiple" (osservazioni multiple di singoli eventi - solo sintetizzate nella precedente base dati);
k) maschera di interrogazione di "Multiple" (per l'estrazione di dati da criteri definiti di volta in volta);
l) tab. V, "Bibliografia" (riferimenti bibliografici di carattere generale).
Informazioni utili per la comprensione e l'uso del "Catalogo" sono riportate all’interno dei fogli stessi. Nel complesso, è uno strumento tanto più interattivo quanto più si conoscono le opportunità offerte dal software commerciale utilizzato.
4. Un esempio applicativo: i suoni associati ai bolidi
Il bolide può generare suoni, che possono essere ascoltati con un ritardo proporzionale alla distanza evento-osservatore oppure contemporaneamente al fenomeno visibile. I primi sono associati all'onda d'urto e sono percepiti come boati rimbombanti, simili a tuoni lontani, mentre i secondi sono sibilanti e ricordano il secco suono di una staffilata.
I suoni contemporanei sono generalmente definiti fenomeni "elettrofonici". Si pensa che parte dell'energia prodotta dall’impatto del meteoroide nell'atmosfera si propaghi sotto forma di onde elettromagnetiche a bassa frequenza; queste sarebbero convertite in onde sonore da oggetti, vicini all'osservatore, che possono entrare in vibrazione. Per maggiori dettagli si rimanda a:
a) Carbognani A., Foschini L., Meteore (CUEN, Napoli, 1999), pp. 40-42;
b) Carbognani A., "Il bolide del 12 agosto 1998", Astronomia UAI, n. 5 (2000), pp. 13-14.
Vediamo ora un esempio di utilizzo del "Catalogo".
Si apre il file e, cliccando sulla linguella "Ex Eventi" (in basso), si accede a tale foglio di lavoro. Si va alla casella AO8, corrispondente al campo "Acustica", si digita un * e si preme il tasto Invio. In questo modo è stato definito un criterio di estrazione: l'asterisco significa "qualunque contenuto". Cliccando quindi sul tasto grigio "Estrai Eventi" (posto più a sinistra nel foglio di lavoro), si estraggono tutte le schede che hanno qualche dato nel campo corrispondente.
Le schede estratte sono 115. Per comprendere il significato delle abbreviazioni usate, basta porre il cursore del mouse in corrispondenza del triangolo rosso in alto a destra del titolo del campo corrispondente: apparirà un riquadro di commento. Nel caso di "Acustica" è riportato il significato di "C", "N", "S".
Nell'86 % dei casi l'osservatore ha segnalato espressamente che non ha udito suoni associabili al bolide; nei rimanenti casi (14 %) sono segnalati fenomeni acustici. Consideriamo i 16 eventi in cui sono stati uditi suoni: per 8 (di cui 2 dubbi) sono segnalati suoni contemporanei, mentre quelli ritardati riguardano 11 eventi (di cui 1 dubbio); per 3 eventi sono segnalati entrambi i tipi.
Per approfondire l'analisi si possono estrarre le schede che soddisfano lo stesso criterio della base dati "Multiple", per poi ricorrere alle fonti originali dei dati (citate nelle schede stesse), ma ciò esula dagli scopi di questa nota. È comunque interessante sottolineare che, forse a causa di effetti di selezione:
a) la frequenza dei due tipi di suoni è dello stesso ordine di grandezza;
b) la luminosità apparente media è inferiore per suoni contemporanei;
Tali conclusioni sembrano abbastanza inaspettate, con riferimento ai due testi sopra citati.
5. Distribuzione
La versione attualmente in distribuzione, completata il 31/8/2000, è la ventesima della terza edizione. Chi vuole ricevere il file zippato (circa 280 kb) può inviare un email a: ri.balestrieri@tiscali.it.
La distribuzione, sotto l'egida dell'Osservatorio Astronomico di Genova e dell'Unione Astrofili Italiani, è vincolata da alcune regole:
a) il file è distribuito, su richiesta, solo da Balestrieri;
b) ogni studio basato su FIRECAT dovrà citarlo;
c) copia dello studio dovrà essere fornita a Balestrieri.
6. Prospettive
È già in corso la redazione della quarta edizione, più completa e aggiornata: l'uscita è prevista per la fine del 2000.
Il "Catalogo" potrebbe evolvere in una versione su cd-rom che unisca, a databases, tabelle e grafici, tutte le fonti edite in Italia sull'argomento. Partendo dalla "Biblioteca Matematica Italiana", di P. Riccardi, si dovrebbe costruire la bibliografia, reperire i testi (spesso assai rari), ottenerne una copia utile per la scansione, digitalizzarla interpretando il testo e salvando le immagini tal quali. Un catalogo così strutturato metterebbe a disposizione della comunità scientifica un grande numero di fonti sinora poco utilizzate, quasi ignote e introvabili al di fuori dell'Italia.
Sarebbe inoltre utile fornire sul web una versione del "Catalogo" aggiornata in tempo reale.
7. Collaborazioni
Si auspica la collaborazione da parte di persone che abbiano già una certa esperienza nel campo specifico; tali collaborazioni possono riguardare, in linea generale:
a) la raccolta di nuove osservazioni (orientativamente suddivise in tre periodi: <1933, 1934-1979, 1980-1999);
b) l'estensione della bibliografia al passato per tendere ad una "Biblioteca Meteorica Italiana" (in una certa misura, il "Catalogo" lo è già);
c) l'organizzazione delle informazioni con un software standing-alone;
d) la diffusione di informazioni sul web.
Le collaborazioni saranno valorizzate con la citazione o, se significative, cooptando il collaboratore quale coautore di una data versione.
Ad esempio, se la collaborazione consisterà nel fornire materiale precedentemente ignoto, in fotocopia o files PDF, il collaboratore diventerà coautore della versione che contiene tali informazioni. È opportuno che il potenziale collaboratore riunisca con calma il materiale disponibile per inviarlo in blocco. È assai gradita la sintesi delle osservazioni secondo quanto previsto in FIRECAT, ma tale sintesi sarà comunque verificata e, se necessario, revisionata.