Leonidi 2001: sarà tempesta di meteore?
 

Di Albino Carbognani
Versione dell’8 novembre 2001


Sicuramente il 12 agosto molti di voi avranno osservato le meteore dello sciame delle Perseidi, un appuntamento che si ripete regolarmente ogni anno. A breve però c’è un’altro appuntamento a cui non si può mancare: quello con lo sciame di meteore delle Leonidi, nella notte fra il 18 e il 19 novembre. Il 2001 sarà l’ultimo anno in cui sarà possibile osservare le decine di meteore al minuto generate da questo sciame, poi bisognerà aspettare altri 33 anni per poter sperare di assistere ad uno spettacolo analogo, un’occasione che non va assolutamente sprecata.

Lo sciame delle Leonidi è prodotto dalle polveri perse dalla cometa Temple-Tuttle durante il suo viaggio attorno al Sole. Ogni anno, il 18 novembre, la Terra attraversa la nube di polveri della cometa. Questi granelli, con dimensioni dell’ordine del millimetro, entrano nell’atmosfera terrestre ad alta velocità, diventano incandescenti e vaporizzano tracciando in cielo la caratteristica scia di luce che, comunemente, viene detta "stella cadente" o meteora. Le meteore delle Leonidi sembrano irradiarsi dalla costellazione del Leone, da qui il nome. A partire dal novembre del 1998, 1999 e 2000 le Leonidi hanno prodotto dei magnifici spettacoli pirotecnici con migliaia di meteore all'ora, osservate e fotografate anche dall'Italia.

Ma perché il numero di meteore osservabili raggiunge il massimo proprio ogni 33 anni circa? Di solito l'attività delle Leonidi non è particolarmente spettacolare ed è più bassa delle Perseidi di agosto, ma ogni 33 anni la cometa progenitrice passa in prossimità della Terra e del Sole rilasciando grandi quantità di polveri, quindi si determinano le condizioni ideali per una pioggia meteorica particolarmente intensa (tempesta meteorica). Ad esempio, nel 1966 il tasso di meteore osservabili raggiunse per qualche istante il valore di 50 000 meteore l'ora, dando luogo ad uno dei più impressionanti spettacoli naturali.

Secondo i calcoli degli astronomi Asher e McNaught (esperti in previsioni di questo tipo), il massimo numero di meteore (15 000 all’ora), si raggiungerà fra le 19 e le 20 (ora italiana), del 18 novembre, poche ore dopo il tramonto del Sole in Italia. L’intensità prevista non è paragonabile a quella del 1966 ma è comunque ragguardevole.

Per quell’ora, da noi, non sarà ancora possibile osservare le meteore perché la costellazione del Leone si troverà sotto l’orizzonte: non bisogna commettere l’errore di uscire di casa in prima serata per aspettare di vedere chissà quale spettacolo, in realtà non si vedrà un bel niente! Per l’Italia le ore ideali per osservare le Leonidi vanno dalle 23 del 18 fino alle 5 del mattino del 19 novembre. In queste ore il massimo previsto dagli astronomi sarà già trascorso ma, in ogni caso, le meteore dovrebbero essere comunque molto numerose e vale la pena passare la notte all’aperto anche se il 19 è un lunedì. La direzione in cui osservare è l’est per le prime ore della notte e il sud per le prime ore del mattino, a mezza strada fra l’orizzonte e lo zenit.

Per osservare le meteore non è necessario utilizzare alcun strumento: il migliore resta l’occhio nudo, naturalmente coadiuvato da un buon cielo buio. Quest’anno la Luna non disturberà con la sua luce perché tramonta subito dopo il Sole, l’unico disturbo potrà venire dalle luci cittadine. Per questo è consigliabile spostarsi nelle campagne attorno alla città o almeno nella prima periferia. I cittadini più intraprendenti potranno fotografare le scie di luce delle Leonidi: basta un comune reflex, un obiettivo da 35 o 50 mm, un treppiede fotografico e una pellicola ad alta sensibilità (200-400 ISO). Una volta puntata la macchina su treppiede nelle direzioni indicate prima, tenere aperto l’otturatore per cinque minuti e sperare che qualche meteora passi davanti all’obiettivo.

Una cosa importante da non sottovalutare è la protezione contro il freddo: in questo periodo dell’anno le temperature notturne sono piuttosto basse ed è necessario coprirsi molto bene per evitare che lo spettacolo delle Leonidi possa venire disturbato dai brividi del nostro corpo.

Posizione del radiante delle Leonidi nella costellazione del Leone


 
 
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