di Albino Carbognani
Versione del 24 settembre 2002
In generale, l'onda elettromagnetica raccolta dall'obiettivo di un telescopio è un'onda piana. Se si pone un filtro a trasmissione T variabile di tipo gaussiano (massima al centro, minima ai bordi) davanti all'obiettivo si può ridurre l'intensità degli anelli di diffrazione attorno al disco di Airy (apodizzazione). La trasmissione deve essere del tipo (r=coordinata radiale dell'obiettivo, w parametro di larghezza della gaussiana):
Disco di Airy per un obiettivo normale e con apodizzazione gaussiana.
Altri benefici dello schermo gaussiano
Inoltre, un filtro apodizzante aiuta a combattere il cattivo seeing perché il disco di Airy non si può più fondere con il primo anello di diffrazione e vengono esaltati i dettagli a bassa frequenza spaziale che il cattivo seeing può lasciare più facilmente intatti.
Costruire uno schermo apodizzante
In questi tre dischi vanno praticati dei fori concentrici di dimensioni 0.52, 0.76 e 0.88 il diametro dell'obiettivo (per uno strumento ostruito i fori hanno raggi 0.55, 0.78 e 0.90). Sovrapponendo le tre corone circolari ottenute, ruotate l'una rispetto all'altra di 30°, si ottiene un filtro ad assorbimento variabile con trasmissione approssimativamente gaussiana. Ponendo il filtro davanti all'obiettivo, oltre alla apodizzazione, si ha anche un effetto di diffrazione dovuto alle maglie della rete. Solo il centro del campo oculare potrà essere utilizzato per le osservazioni, per questo motivo lo schermo apodizzante a “rete” va bene per i pianeti ma non è indicato per corpi estesi come Luna e Sole.
Componenti per la costruzione di uno schermo apodizzante a "rete".