di Albino Carbognani
Dipartimento di Fisica, Università di Parma.
21 febbraio 1998
La sera del 23 febbraio il cielo ci regalerà uno spettacolo che difficilmente si potrà dimenticare, se avremo la possibilità di assistervi: una congiunzione stretta fra i due pianeti più luminosi del sistema solare, Giove e Venere. Un evento di questo tipo non è cosa da tutti i giorni e varrà la pena cercare di osservarlo.
Dopo circa un'ora dal tramonto del Sole (che avviene alle
ore 17:42) il cielo sarà sufficientemente scuro per poter cominciare
a cercare i due pianeti ad occhio nudo. Bisognerà cercare a circa
20 gradi di altezza sull'orizzonte ovest. Se il cielo è sereno si
potranno scorgere, anche dalla città, due "gemme" sfavillanti e
vicinissime l'una all'altra. La "gemma" più luminosa è il
pianeta Venere, l'altra è Giove.
Mano a mano che il cielo crepuscolare diventerà
via via più scuro lo spettacolo si farà sempre più
affascinante. Non sono necessari strumenti potenti per godersi la visione
celeste, tuttavia un piccolo binocolo consentirà una visione più
dettagliata dei due corpi celesti: nello stesso campo visivo sarà
possibile ammirare il piccolo disco di Giove (con i suoi 4 satelliti maggiori)
e la delicata falce venusiana.
Per l'Italia i due pianeti tramontano vicinissimi attorno alle ore 20. La minima distanza angolare fra gli astri sarà di 9 primi (1/3 del diametro della Luna piena) e verrà raggiunta alle ore 22:13. Purtroppo per noi Giove e Venere saranno già tramontati da circa 2 ore! Solo dalle navi in navigazione in mezzo all'oceano Atlantico sarà possibile vedere le due "gemme" del cielo alla minima separazione angolare. Tuttavia possiamo accontentarci e magari consolarci un poco volgendo lo sguardo verso il pianeta Saturno, ben visibile a sud-ovest, a metà strada fra l'orizzonte e il primo quarto di Luna.
I due pianeti si allontaneranno lentamente l'uno dall'altro, quindi anche nei giorni immediatamente successivi al 23 potremo assistere ad un discreto spettacolo serale. I più intraprendenti fra i lettori potranno tentare di fotografare la congiunzione celeste. Basterà uscire dalla città e portarsi in un luogo discretamente buio. Armati di una comune macchina fotografica montata su un treppiede e usando una pellicola di media sensibilità, sarà possibile fotografare la coppia celeste. È consigliabile usare un tempo di esposizione di una decina di secondi, per questo può essere utile l'utilizzo di uno scatto flessibile facilmente reperibile nei negozi di fotografia. La bellezza delle foto aumenterà se si avrà l'accortezza di usare come sfondo un bel paesaggio notturno.
Una congiunzione stretta come questa e con due pianeti così luminosi non è molto frequente e non saranno pochi quelli che penseranno all'U.F.O. I lettori però sono avvisati: niente U.F.O., sorry.