Di Albino Carbognani
Dipartimento di Fisica Università di Parma
Versione del 28 luglio 2000
Rapporto cronologico su quello che si rivelerà in seguito un falso TLP osservato il 22 luglio 2000 presso il cratere lunare Aristarchus (23.7° N, 47.4° W, diametro di 40 km), con un rifrattore acromatico da 150 mm F/8 a 120X mediante un oculare Plossl da 10 mm. Anche gli errori osservativi possono essere utili per imparare ad evitarli, per questo motivo riporto la cronaca degli eventi, così come si sono svolti.
Osservazione visuale compiuta in luce integrale, senza l'ausilio di filtri. Cielo irregolarmente nuvoloso con ampie schiarite, niente vento. Coordinate geografiche del sito di osservazione: 44° 32' 9.7" Nord, 10° 19' 13.9" Est, 450 metri s.l.m.
Dati sulla Luna al momento di inizio osservazione (23:07 UT del 22 luglio 2000)
Fase lunare k=0.657, età della Luna T=21.156 d, angolo di fase della Luna Psi=72.1°, longitudine e latitudine selenografiche del centro del disco l=6.69°, b=-7.09°, altezza del Sole su Aristarchus 51.61°.
Diario dell'osservazione
Fra parentesi tonde le coordinate azimutali del centro del disco lunare per l'istante dell'osservazione.
23:07 UT, seeing IV, (h=9°40', Az=100.5°)
Osservazione della Luna bassa sull'orizzonte est, visibile in uno squarcio delle nubi (cirro-strati). Il cratere Aristarchus si presenta come una chiazza bianca molto luminosa (la più luminosa della superficie lunare osservabile), priva di dettagli. La coltre di ejecta, visibile a sud ovest di Aristarchus, ha lo stesso colore e brillanza superficiale del cratere e forma un'unica struttura che assomiglia ad un girino. Il cratere Herodotus non è visibile, probabilmente a causa del seeing. Aristarchus e la sua "coda" sono visibili anche attraverso sottili strati di nubi, mentre il disco lunare tende a sparire.
23:10 UT
Le nubi ricoprono completamente la Luna.
23:22 UT (h=12°14', Az=103° 10')
Uno squarcio fra le nubi permette di verificare che il complesso luminoso Aristarchus+ejecta è ancora presente.
23:38 UT (h=14°56', Az=106°2')
La Luna esce completamente dalle nubi. Il seeing migliora e si distingue anche il circo di Herodotus tangente alla coltre di ejecta luminosa. Si intravedono sfumature più scure all'interno di Aristarchus, in particolar modo verso la parete interna del cratere che confina con la coltre di ejecta luminosa.
23:40 UT (h=15°16', 106°24')
La coltre di ejecta luminosa diventa rapidamente grigia, mentre Aristarchus mantiene il suo colore bianco-brillante. La formazione del "girino" luminoso di Aristarchus deve essere abbastanza frequente. Una fotografia del fenomeno osservato è riportata a pag.16 del numero di maggio 2000 del mensile di divulgazione astronomica "Nuovo Orione". Nelle foto 6 e 7 si vede Aristarchus con la scia di ejecta di sud-ovest, entrambi molto luminosi.
Sulle pareti interne di Aristarchus ora sono visibili un paio di strisce radiali più scure (ma queste sono normalmente visibili). Il cratere appare circondato da un evidente alone bluastro, percepibile senza l'ausilio di filtri colorati. L'alone bluastro circonda anche la coltre di ejecta di sud-ovest, dalla parte opposta ad Herodotus. Altri crateri di colore biancastro nelle vicinanze e di brillanza superficiale pari almeno alla coltre di ejecta non mostrano lo stesso effetto, che quindi forse non può essere imputato all'atmosfera terrestre o al cromatismo residuo dello strumento. Il cratere è stato osservato anche diaframmando lo strumento a 11 cm, il che porta l'apertura relativa da F/8 a F/11 riducendo il cromatismo residuo: l'alone bluastro era comunque visibile, un TLP?
23:48 UT, seeing III-IV, (h=16°36', Az=107°52')
La coltre di ejecta a sud-ovest di Aristarchus è tornata completamente grigia. Persiste l'alone bluastro.
24:52 UT (h=26°50', Az=120°34')
Alone bluastro ancora presente.
25:10 UT, seeing IV, (h=29°30', Az=124°31')
Osservazione di Aristarchus attraverso un temporaneo velo di nubi. L'aspetto del cratere più la scia di ejecta a sud-ovest non è paragonabile alla struttura osservata alle 23:07 UT. Si percepisce chiaramente che la coltre di ejecta e il cratere hanno una diversa luminosità superficiale. Solo osservando in visione distolta l'aspetto della struttura tende ad assomigliare al "girino" luminoso delle 23:07 UT.
25:30 UT, seeing III-IV, (h=32°20', Az=129°10')
Persiste l'alone bluastro, anche se leggermente più debole. Fine
osservazione.
Nota aggiunta il 23 agosto 2000. Osservando la Luna il 13 agosto e
seguenti con il rifrattore utilizzato il 22 luglio l'alone blu attorno ad
Aristarchus era ancora visibile. Osservazioni parallele condotte con un Newton
da 20 cm non mostravano nessun alone. Ne deriva che il colore bluastro era
causato dal cromatismo residuo del rifrattore. Niente TLP dunque: chi utilizza
rifrattori molto aperti per il monitoraggio dei TLP dovrà stare attento
a questi effetti dello spettro secondario.