Fotometria di Torricelli B

Di Albino Carbognani
Versione del 19 aprile 2002

Introduzione

Torricelli B è un piccolo cratere d’impatto (di tipo semplice), del diametro di 7 km, situato nel Sinus Asperitatis (lat. 2.6° S, long. 29.1° E). Di solito tutt’altro che appariscente, nella notte del 29 gennaio 1983, con la Luna un giorno dopo il plenilunio (fase 0.986), il cratere ha attratto l’attenzione degli osservatori della BAA (Br. Astron. Assoc.): si presentava luminosissimo, con albedo superiore a quello d’Aristarco e circondato da un alone di colore blu-viola. L’aumento massimo di luminosità si è verificato fra le 20:55 e le 22:40 UT. Altri alert su Torricelli B si sono avuti nel febbraio, marzo e aprile del 1983 e nel maggio del 1985.
 
L’aumento di luminosità di Torricelli B potrebbe essere causato da una riflessione di tipo speculare della radiazione solare. Per verificare quest’ipotesi è necessario monitorare il cratere ogni volta che si ripresenta la stessa configurazione Sole-Terra-Luna del 29 gennaio 1983. In questi ultimi anni una prima occasione di verifica dell’ipotesi speculare si è avuta il 9 febbraio 2001 alle 4:53 UT. In questa data il monitoraggio del cratere è stato ostacolato dalle nubi. Maggiore successo ha avuto il monitoraggio nella notte fra il 29 e il 30 marzo 2002, fra le 20:30 e le 00:30 UT, con la Luna poco oltre il plenilunio (fase 0.979). Ecco i miei risultati.

L’osservazione

La sessione di monitoraggio è stata portata avanti con un rifrattore acromatico, diametro 150 mm, F/8, collegato ad una telecamera CCD b/n (TC398). La tecnica utilizzata è quella della proiezione, con oculare da 10 mm di focale + filtro Minus Violet 1, per la soppressione dello spettro secondario del rifrattore. L’acquisizione delle immagini è stata fatta utilizzando una scheda TV per pc. Il monitoraggio è iniziato visualmente alle 20 UT a 180X, filtro W8, cielo sereno e seeing III: il cratere era d’aspetto normale.
 
Dalle 20:36 UT alle 00:28 UT sono state riprese 16 sequenze d’immagini ognuna di 30 frames. Fra le 22:20 e le 23 UT c’è stata una prima interruzione causata dal passaggio di nubi isolate, evento che si è ripetuto fra le 23:45 e le 00:10 UT lasciando il cielo velato. Fra la ripresa di una sequenza d’immagini e l’altra il cratere era osservato visualmente dal monitor del pc: nessun aumento sensibile di luminosità è stato osservato.

Risultati e discussione

Ogni sequenza di 30 immagini è stata centrata e mediata con Iris 3.54, senza ulteriori elaborazioni. Per tracciare la curva di luce integrale del cratere si è optato per la fotometria relativa, calcolando il rapporto fra il valore medio dell’ADU (Analog to Digital Unity), della ristretta area di Torricelli B con il valore medio dell’ADU delle tre zone di controllo, con aree molto maggiori del cratere, indicate in Fig.1. I valori numerici sono riportati in Tab.1. In questo modo si può mettere in evidenza le variazioni di luminosità di Torricelli B rispetto alle regioni circostanti, eliminando le interferenze dovute a cambiamenti della trasparenza atmosferica. La scelta di tre zone distinte permette di controllare i piccoli errori introdotti sia da zone di diversa sensibilità del sensore CCD sia derivanti dal non mediare sempre esattamente gli stessi pixel.

 
 



Fig.1 – Regione del cratere Torricelli B ripresa alle 00:28 del 30 marzo 2002. Sono indicate le tre zone di confronto usate per la fotometria relativa. Ben riconoscibile il cratere Torricelli, dalla caratteristica forma a 8. Il cratere in basso a sinistra è Theophilus, diametro di 100 km. Media di 30 immagini, deconvoluzione con Vancittert, leggero filtro gaussiano. Elaborazione con Iris 3.54.
 

La curva di luce che si ottiene è riportata in Fig.2. Ogni punto è la media di tre punti, ognuno relativo ad una zona di controllo distinta. La barra d’errore su ogni misura è dell’ordine del 5%. Come si vede la curva di luce si è mantenuta piuttosto piatta, senza nessuno scostamento che vada al di là delle incertezze di misura. Lo stesso andamento, con valori prossimi a 1, si osserva se si considerano le curve di luce relative separate: non ci sono scostamenti che vadano oltre l’errore.

In conclusione, sempre che l’aumento di luminosità non si sia verificato nei momenti di transito delle nubi o che Torricelli B non dia origine a TLP speculari visibili solo da ristrette porzioni della superficie terrestre, i risultati del monitoraggio inducono a ritenere che il TLP del 29 gennaio 1983 non sia stato d’origine speculare.
 
 

Fig.2 – Curva in luce integrale (MV1), relativa di Torricelli B, fra le 20:36 UT del 29 marzo 2002 e le 00:28 UT del 30 marzo 2002. Ogni punto è la media di tre misure distinte, l’incertezza è dell’ordine del 5%.

 
UT
Torricelli B
Ctl1
Ctl2
Ctl3
20:36
458
452
490
468
20:44
401
398
452
424
21:49
416
415
453
426
21:52
295
278
309
334
22:02
316
296
317
332
22:16
391
373
404
415
23:02
386
383
408
403
23:05
370
362
399
404
23:08
359
349
391
406
23:20
363
359
401
397
23:30
361
353
399
400
23:42
361
350
395
403
00:11
341
327
381
376
00:13
375
364
414
410
00:16
408
406
424
431
00:28
349
340
396
379


 

Tab.1 – Valori medi ADU per Torricelli B e le tre zone di controllo. Da questi dati si ottiene la curva di Fig.2.
 

Bibliografia

Cook, M.C. The strange behaviour of Torricelli B, J. Br. Astron. Assoc. 110, 3, 2000.


 

Programma di monitoraggio della zona di Torricelli promosso dalla sezione Luna dell’UAI:

http://www.uai.it/sez_lun/torricelli.htm
 
 


© Copyright Albino Carbognani (2002)
Torna alla pagina principale