Il telescopio "Venere" della Antares è un rifrattore acromatico con
102 mm di diametro (di cui solo 100 utilizzabili), aperto a F/10.
Viene offerto ad un prezzo molto basso (circa la metà) rispetto a
telescopi analoghi e ciò lo rende molto appetibile come primo strumento.
Il telescopio è dotato di montatura equatoriale motorizzabile sul modello della vecchia New Polaris della Vixen, con la possibilità di inserire il cannocchiale polare. I cerchi graduati (stampati su una semplice strisciolina di plastica incollata) sono appena sufficienti per il puntamento tramite le coordiante equatoriali. Il treppiede è in alluminio, molto leggero ma abbastanza stabile. Il cercatore è un 6 x 30 con regolazione su tre sole viti. Il tubo di fuocheggiatura è dotato di vite di blocco ed esce per 14 centimetri permettendo la messa a fuoco anche senza diagonale. La cella dell'obiettivo è fissa e non consente regolazioni della collimazione. Il tappo dell'obiettivo è dotato di un foro di 52 mm di diametro per l'osservazione solare.
Come corredo vengono forniti, oltre al diagonale, due oculari da 25 e 12.5 mm di focale, un filtro solare, uno lunare e una lente di Barlow acromatica 2x.
Sono stati eseguiti 3 star test distribuiti su più notti e su 3 telescopi diversi, ecco i risultati:
Telescopio n.1: obiettivo fortemente scentrato, immagini non utilizzabili per l'osservazione astronomica seria.
Telescopio n.2: obiettivo scentrato, inoltre i due elementi del doppietto di Fraunhofer non sono risultati concentrici. Quindi oltre ad avere i problemi del precedente le immagini di diffrazione sono bordate di rosso da un lato e di verde dall'altro.
Telescopio n.3: ottica centrata, in compenso l'obiettivo è risultato affetto da una forte aberrazione sferica, ben visibile già a bassi ingrandimenti. Usando il reticolo di Ronchi (meno sensibile dello star test), si vede che l'obiettivo presenta una vistosa bozza centrale, causa della aberrazione sferica. Naturalmente la qualità delle immagini non è sufficiente per l'osservazione astronomica, al massimo può essere utilizzato come cannocchiale terrestre.
Da notare che i due tubi ottici precedenti, al test di Ronchi non mostravano difetti di rilievo.
Dopo lo star test i telescopi sono stati impiegati per osservazioni della Luna, confrontando le immagini con quelle fornite da un riflettore Newton del diametro di 114 mm. Inutile dire che la qualità ottica ha pregiudicato in modo determinante le immagini dei rifrattori fornendo visioni dei crateri lunari molto più povere di dettagli di quelle fornite dal Newton. Anche sui pianeti (è stato osservato Saturno) il risultato è stato identico.
Giunti a questo punto risulta evidente che, nonostante il basso prezzo, l'acquisto di questo strumento è sconsigliabile per chiunque voglia intraprendere l'osservazione astronomica, neofiti compresi.