Nel corso di un recente star party abbiamo avuto finalmente modo di sottoporre ad un test il Konusuper 120, un rifrattore acromatico da 120mm di apertura e 1000mm di focale che si è recentemente affacciato alla ribalta per il suo bassissimo prezzo. Per questo motivo e per lo scoppiare della moda dei rifrattori, c'è una grande curiosità attorno a questo strumento, come si può capire dalla quantità di domande che ricevo nella rubrica Astrotecnica che chiedono notizie e consigli che lo riguardano. Si può quasi dire che questo telescopio si candida a sostituire, nei desideri degli astrofili alle prime armi, il celebre newtoniano da 114.
Ebbene, con il consenso del proprietario, un gentilissimo astrofilo che ringraziamo, io e Raffaello Braga abbiamo esaminato questo strumento in un rapido test preliminare. Il tubo ottico e la cella dell'obiettivo sono costruiti in metallo e le finiture sono di discreto livello. L'obiettivo è spaziato in aria per mezzo delle consuete tre lamine metalliche ed è trattato antiriflesso con un trattamento di colore verde che è parso uniforme e in apparenza abbastanza efficace. Il fuocheggiatore metallico è parso sufficientemente robusto ed il suo movimento è risultato scorrevole.
Per mezzo di un oculare Chesire abbiamo verificato che l'obiettivo era ben collimato. Puntata la stella Altair, ed ingrandendo l'immagine a circa 200X, abbiamo eseguito lo Star Test, che ha rivelato una discreta correzione sia dell'aberrazione sferica che di quella cromatica (lo strumento comunque generava un notevole spettro secondario di colore violetto, cosa normale e attesa per un acromatico) ma l'immagine della stella ha mostrato un vistoso astigmatismo e la presenza di tensioni nell'obiettivo, evidenziate dalla presenza di "punte" nel bordo esterno della figura di diffrazione. L' astigmatismo è una aberrazione che deteriora notevolmente le immagini, e si manifesta nel modo seguente: facendo scorrere il fuocheggiatore avanti (posizione intrafocale) e indietro (posizione extrafocale) rispetto al fuoco, le immagini stellari appaiono allungate (ellittiche) in una direzione nella posizione intrafocale e in un'altra a 90 gradi con la precedente in posizione extrafocale. E a fuoco? Nella migliore delle ipotesi gli anelli di diffrazione si trasformano in brevi archi di cerchio posti a 90 gradi l'uno dall'altro, nella peggiore l'immagine della stella è una crocetta o un segmento. Questo difetto ottico è dovuto o ad un errore di collimazione dell'obiettivo (ma non era il nostro caso) o ad una errata lavorazione dei vetri o a tensioni che si sviluppano nella cella dell'obiettivo e che tendono a deformarlo. In ogni caso l'effetto è una diminuzione del potere risolutivo e della nitidezza delle immagini fornite dal telescopio.
Per verificare l'effettiva resa dell'obiettivo abbiamo puntato una stella doppia facile, la zeta Aqr, composta da due componenti di uguale luminosità distanti 2" d'arco. Lo strumento è riuscito a separare la coppia, ma solo ruotando il tubo in modo che la deformazione astigmatica di una stella non si sovrapponesse a quella dell'altra. Va sottolineato che questa doppia è un oggetto facile da risolvere con un rifrattore da 70-80mm.
Puntato il pianeta Giove, abbiamo constatato che, nonostante il seeing fosse buono, l'unico dettaglio evidente erano le due bande equatoriali. Per confronto, abbiamo provato ad osservare Giove con un rifrattore acromatico Vixen da 102mm montato a poca distanza, che ha mostrato un'immagine molto più nitida e dettagliata del pianeta.
Abbiamo anche eseguito un breve test della montatura, che si è rivelata discreta, anche se riteniamo che il tempo di smorzamento delle vibrazioni, pari a 8 secondi nonostante avessimo accuramente bilanciato il telescopio, sia eccessivo. I moti della montatura sono apparsi sufficientemente precisi, se si eccettua un certo backlash sulle viti senza fine che può diventare fastidioso nelle applicazioni fotografiche o visuali ad alto ingrandimento.
Il nostro giudizio preliminare è quindi sufficiente per la costruzione meccanica, ma negativo per la parte ottica, in quanto l'astigmatismo denunciato dall'obiettivo dell'esemplare testato è incompatibile con un uso serio di un telescopio per osservazioni ad alta risoluzione come un rifrattore. Ci riserviamo tuttavia di esaminare, in un test ufficiale, anche un altro esemplare di questo telescopio che ci è stato promesso dalla Konus, per poter emettere un giudizio definitivo.