di Albino Carbognani
Versione del 25 giugno 2001
L'osservazione visuale di Venere è piuttosto avara di soddisfazioni (anche se il diametro apparente può raggiungere il primo d'arco di diametro), per via dell'atmosfera del pianeta che si presenta di colore biancastro e priva di dettagli contrastati come quella di Giove. Il contrasto delle nubi di Venere aumenta se si osserva a brevi lunghezze d'onda come il violetto o l'ultravioletto. Nonostante questo stato di fatto ogni tanto il pianeta mostra dettagli atmosferici percepibili anche in luce integrale o verde/blu.
Per minimizzare la turbolenza atmosferica è bene osservare di giorno, durante le prime ore del mattino. Per rintracciare Venere si può puntare il Sole tramite il cercatore (dotandolo di filtro solare!). Gli ingrandimenti ottimali vanno dai 180 ai 300x, dipende dal seeing (cioè dalla turbolenza atmosferica). Venere si sposta velocemente nel cielo e ogni 3-4 giorni è necessario ricalcolarsi la differenza delle coordinate equatoriali con il Sole.
Oltre all'osservazione delle macchie d'albedo atmosferiche, su Venere è interessante misurare la fase del pianeta, cioè il rapporto fra l'area illuminata del disco e quella totale. La fase è un numero puro compreso fra 0 (pianeta invisibile) e 1 (disco completamente illuminato). Confrontando la fase teorica con quella calcolata i due valori dovrebbero coincidere, in realtà è noto che non è così (effetto Schroeter). Il motivo di questa discrepanza non è ancora chiaro. Per la misura della fase di Venere è sufficiente fare il rapporto fra il diametro polare e la porzione di raggio equatoriale illuminata dal Sole.