di Albino Carbognani
Versione del 16 luglio 2002
L'osservazione visuale di Venere tende ad essere povera di dettagli. L'atmosfera del pianeta si presenta di un colore giallo-biancastro piuttosto uniforme. I contrasti aumentano se si osserva alle brevi lunghezze d'onda, come nelle bande del blu-violetto o dell'ultravioletto.
Storicamente sono le immagini alle brevi lunghezze d'onda che hanno reso possibile la misura della velocità di rotazione dell'alta atmosfera di Venere. Le prime stime realistiche in tal senso furono fatte nel 1957 da Charles Boyer, analizzando fotografie di Venere nel violetto riprese con un telescopio di 25 cm di diametro. Boyer ottenne un valore di poco superiore ai 4 giorni. Sei anni più tardi questo periodo venne confermato da ricerche compiute al Pic du Midi. Anche le sonde hanno trovato velocità dei venti dell'ordine di 100 m/s. La rotazione avviene in senso retrogrado, concordemente con la superficie solida del pianeta.
Di seguito i risultati di riprese di Venere nella regione blu-violetta dello spettro.
Il 23 giugno 2002, approfittando di un periodo di minima turbolenza atmosferica, ho ripreso venere nel blu-violetto con il filtro W47 abbinato alla WebCam ToUcam Pro, dotata di sensore CCD. Il W47 presenta un picco di trasmissione con il massimo del 50% a 440 nm. L'ampiezza va da 400 a 520 nm (vedi Fig.1). Visualmente è un filtro molto scuro e necessita di un telescopio del diametro di almeno 20 cm per poter essere utilizzato.
Fig.1 - Curva di trasmissione del filtro W47 (da "Kodak Filter for Scientific and Technical Uses").
Per l'osservazione è stato utilizzato un riflettore Newton del diametro di 20 cm, F/6 (focale di 1220 mm). Alla fine del cammino ottico era posta una Barlow 2x. Sono stati ripresi vari filmati AVI in b/n, della durata di 25 secondi, ognuno composto (al massimo), da 375 frame. Elaborando i filmati migliori con Iris e scartando i frame rovinati dalla turbolenza, sono state ottenute le due immagini riportate in Fig.2 e 3.
Nella Fig.2 si vede una calotta polare di Venere più scura dell'altra, inoltre sono presenti quelle che sembrano delle nubi sul terminatore. Questi dettagli tendono a ripetersi (anche se non esattamente), in Fig.3, in cui le strisce scure sono parallele all'equatore venusiano e visibili su tutto il disco. Le strutture tendono a convergere verso il punto subsolare di Venere.
Nel pomeriggio del 7 luglio, con Venere a circa 50° sull'orizzonte, sono state riprese coppie di immagini alla distanza di un'ora l'una dall'altra. Lo strumento utilizzato è lo stesso del 23 giugno (Newton 200 mm, F/6). Oltre al W47 però è stato utilizzato un filtro IR-Cut con una curva di trasmissione a dente quadrato, trasparente fra 400 e 700 nm. L'IR-Cut ha il compito di eliminare le radiazioni infrarosse da 700 a 1200 nm che non vengono assorbite dal W47. Il risultato è riportato in Fig.4. L'immagine A è la media di 71 frames, la B di 126, la C di 108 e la D di 59.
Togliendo il W47 e lasciando il solo IR-Cut, si ottiene un'immagine del pianeta praticamente uniforme, come quella di Fig.5.